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Diario alimentare: è davvero una palla?



“Il diario alimentare è noioso da compilare, è una perdita di tempo. So già quello che mangio, non c’è bisogno che lo scriva, in più io sto mangiando più che bene”

Se anche tu pensi lo stesso continua a leggere, sono sicuro che cambierai idea!


TEMPO

Prima di tutto smettila di pensare di non avere il tempo di compilare il tuo diario alimentare. Non devi avere con te un diario cartaceo vero e proprio con una penna sempre a portata di mano come era necessario qualche anno fa. Ora ti basta il cellulare. Ci sono diverse applicazioni gratuite (link alla fine del post) che ti permettono di inserire gli alimenti in un batter d’occhio; basta scrivere o dettare all’assistente vocale cosa hai mangiato. Se al mattino mangi spesso latte con i biscotti, per esempio, sarà sufficiente dire “hey siri” -oppure “ok google”- “inserisci la mia solita colazione”.

CALCOLI

Qualche anno fa il dietologo e/o il dietista dovevano calcolare, a partire dal tuo diario cartaceo, l’ammontare calorico e la suddivisione in macro nutrimenti di tutto ciò che avevi ingerito con un grosso impegno in termini di tempo e denaro.

Ora, per fortuna, appena inserisci “banana”, qualunque applicazione è in grado di mostrarti a quante calorie corrisponde e da quanti carboidrati, proteine e grassi è composto questo frutto.

Oggi non ti serve nessuna calcolatrice. A fine giornata hai una bella schermata con tutte le informazioni chiare e precise che servono a te e al tuo dietologo, dietista o a qualunque professionista serva saperlo.

BIAS COGNITIVO

“Non ho bisogno di scrivere quello che mangio, so benissimo quello che ingerisco. So quello che non dovrei mangiare, infatti non lo mangio eppure l’ago della bilancia non si sposta!”

Questa frase la sento spesso e, più di me, la sentono i professionisti che si occupano di nutrizione nello specifico.

Sebbene ci siano persone in sovrappeso (o sottopeso) davvero coscienti di ciò che mangiano, la maggior parte delle persone con problemi di composizione corporea non hanno la più pallida di ciò che mandano giù ogni giorno. Credono di saperlo, ne sono convinti, ma purtroppo si tratta di un bias cognitivo.

Il bias cognitivo è la tendenza a creare la propria realtà soggettiva, che non corrisponde all’evidenza, sviluppata sulla base di errori di valutazione o schemi mentali condizionati da concetti preesistenti non connessi tra loro da legami logici, validi e verificati.

Analizziamo insieme l’esempio di Gina, una persona inventata che ci aiuterà a riflettere.

Gina è in sovrappeso e si presenta nello studio del dietista dicendo “io sto mangiando benissimo eppure non dimagrisco”.

Gina né è convinta, perché crede che mangiare 4 volte la settimana una piadina romagnola con cotto, stracchino e rucola sia la cosa più salutare e leggera del mondo. Perché il suo bias cognitivo è programmato così? Da dove deriva questa convinzione? Sua nonna, una signora magra e in forma che è vissuta fino a 90 anni, ha sempre preparato questo piatto prelibato ad ogni festa dicendole che se avesse fatto come lei avrebbe ottenuto un gran bel fisico e che gli uomini le avrebbero fatto una corte sfrenata. Le parole della nonna, che per Gina era una persona autorevole, rinforzate dall’aspetto magro e forte dell’anziana hanno sedimentato nella mente di Gina l’idea che la piadina faccia bene a prescindere.

In più Gina non ha considerato le altre variabili che hanno permesso alla nonna di rimanere in forma così a lungo. Per esempio il fatto che si spostava sempre in bicicletta e che la piadina la mangiasse solo di domenica.

Se da una parte i bias cognitivi posso essere utili perché ci permettono di prendere decisioni veloci, dall’altra rischiano di minare la validità delle nostre scelte.

Un altro esempio potrebbe essere questo:“sto facendo un sacco di cardio, ma rimango grasso, anzi sono aumentato!”.

Analizziamo il bias: “Ho sempre saputo che per dimagrire devo fare attività cardio quindi se corro 10 minuti al giorno il gioco è fatto.”

Questa errata convinzione che il cardio sia la sola risposta al problema del sovrappeso, unita al giudizio personale che 10 minuti al giorno siano “un sacco di cardio” ci fanno capire che non sempre ci possiamo fidare delle nostre convinzioni, della nostra esperienza o dei nostri schemi mentali.

Sarebbe utile, di tanto in tanto, sospendere il proprio pre-giudizio e ascoltare i consigli di un professionista, anche se ci sembrano di poco conto.



MOTIVAZIONE

Il diario alimentare ti fa rendere conto di quello che mangi! Sì, perché il problema, spesso, è che non sei cosciente di ciò che accade ai tuoi bisogni profondi a livello fisico.

Ti senti in colpa se mangi una fetta di torta, ti privi spesso di dolci o altri cibi che consideri dannosi per la tua linea e magari non sai che una porzione di grana potrebbe farti ingrassare molto di più.

Di frequente accade che il solo fatto di scrivere quello che mangi e quindi diventarne consapevole ha un effetto positivo sulla bilancia già nel giro di una settimana.

Quando vedi la bilancia segnare un peso minore la motivazione sale e ti verrà più facile fare qualche piccola rinuncia in cambio di una forma migliore.

Il mio consiglio quindi è di cominciare subito.

Compilare il diario alimentare è facile e gratuito e puoi farlo comodamente sul tuo cellulare.

Potresti scrivere anche riflessioni sul tuo stato d’animo in quel determinato momento. Il perché lo scoprirai nei prossimi post, continua a leggere.


A presto,

Marco.



Ecco i link per scaricare le due app gratuite che consiglio di solito ai miei clienti, hanno anche servizi a pagamento, ma per cominciare la versione gratuita ha già tutto quello che ti occorre.


MyFitnessPal

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